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Innovazione e Industria 4.0 al Green Logistics Expo di Padova

Green Logistics Expo 2018Si è conclusa oggi 9 marzo alla fiera di Padova la prima edizione di Green Logistics Expo 2018, in cui MAS ha presenziato con il suo stand durante tutte le tre giornate della manifestazione. Nata quest’anno come punto di riferimento per la nascita di collaborazioni e divulgazione di prodotti e servizi innovativi nel settore della logistica (secondo l’amministratore delegato del Gruppo FSI, Renato Mazzoncini “finalmente anche l’Italia ha una manifestazione di riferimento per la logistica”), Green Logistics Expo ha visto la partecipazione di visitatori interessati a circa 250 aziende provenienti da 8 paesi, oltre 50 eventi organizzati, tra convegni e workshop, ed oltre 250 relatori di prestigio. Il tutto suddiviso in quattro aree tematiche: intermodalità, logistica industriale, e-commerce, city & logistics.

Allo stand di MAS, nel padiglione 8, abbiamo presenziato e ci siamo resi disponibili a descrivere il nostro operato come società di servizi alle imprese e di consulenza gestionale e direzionale, con un occhio rivolto ovviamente alle innovazioni pubblicizzate in fiera, ed in particolare a quelle riguardanti i temi “caldi” della Sostenibilità, della realtà virtuale/aumentata a servizio della produzione e della logistica di magazzino, dell’interconnessione di macchinari e del loro controllo da remoto, della gestione dati e della loro sicurezza. Come prevedibile, sono stati numerosi i nuovi prodotti e relativi servizi presentati da grandi e piccole realtà imprenditoriali a supporto di queste attività ad alto tasso tecnologico, tipiche oggi dei progetti d’innovazione di successo.

Green Logistics Expo Padova FieraDi particolare attualità risultano infatti tutte le tematiche relative ad Industria 4.0, sia come piano internazionale per l’innovazione d’impresa a tutti i livelli, volto all’integrazione degli impianti industriali con tecnologie di rete al fine di sfruttare al massimo le potenzialità dei sistemi di comunicazione, sia come insieme di benefici, anche fiscali, cui si può direttamente accedere. Su questo abbiamo cercato di dare il nostro contributo informativo agli interessati.

Come anche imminente è l’entrata in vigore del Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali, il cosiddetto GDPR: gli obblighi per le imprese qui, com’è facile immaginare, sono strettamente legati alle nuove tecnologie (ed in particolare al web), e le procedure da implementare nel prossimo futuro dovranno necessariamente svilupparsi in sinergia e compatibilmente con esse, vista la gran mole di dati che ogni impresa di qualunque settore si trova oggi a dover gestire.

Studenti Iusve e stand Interporto PadovaIn occasione di Green Logistics Expo, inoltre, sono state inaugurate quattro gru elettriche a portale con le quali l’Interporto merci di Padova moltiplica di oltre il doppio la capacità di movimentazione del proprio terminal intermodale, senza necessità di alcun ampliamento di superficie. Fondamentale infatti è stato il ruolo di supporto all’intera manifestazione di Interporto Padova Spa.

La fiera, grazie anche alla grande partecipazione di pubblico ai seminari dedicati al settore digital ed alle attività di e-commerce, è stata tra l’altro un’occasione di importante divulgazione. Walter Macorig di MAS, docente allo Iusve, si è occupato di coordinare un nutrito gruppo di suoi studenti in una serie di attività redazionali – dalla scrittura di articoli alle interviste sul posto, dallo sviluppo ed immediata pubblicazione di contenuti web al confezionamento di recensioni, resoconti, video e foto che rimarranno a disposizione per le campagne divulgative della manifestazione.

Green Logistics Expo 2018In generale, si può parlare di un evento ben organizzato e riuscito, sebbene sia agli esordi ed abbia grandi potenzialità per ingrandirsi e strutturarsi maggiormente. Dal canto nostro è stata una discreta vetrina per ribadire i temi attuali di innovazione industriale, Industria 4.0, GDPR e Sostenibilità, nonché un’ottima occasione per stringere collaborazioni ed allargare le nostre conoscenze: per non farsi trovare impreparati al cambiamento.

La normativa GDPR sulla protezione dei dati personali per le aziende del fashion

Entrata in vigore: maggio 2018!Nell’era dei media le aziende si trovano a dover gestire una notevole quantità di dati personali, relativi ai propri dipendenti, clienti, fornitori ed altri soggetti (collaboratori, lavoratori in cerca di occupazione ed altri ancora). La gestione di queste informazioni spesso non è semplice, e deve sottostare alle norme vigenti, in un quadro generale in continua e tumultuosa evoluzione.

A tale riguardo, a partire dal 25 maggio 2018 entrerà in vigore l’importantissimo Regolamento UE 2016/679 chiamato GDPR (General Data Protection Regulation), lo scopo del quale, a seguito di 4 anni di dibattito sul tema in sede europea, è quello di normalizzare e parificare le direttive operative per il trattamento dei dati personali delle persone fisiche residenti stabilmente o temporaneamente in Europa.

Ciò è di grande interesse per le aziende, sia italiane che internazionali, che si trovano a dover maneggiare dati personali di cittadini UE o comunque domiciliati anche a titolo temporaneo nel vecchio continente, in quanto saranno tenute a rispettare scrupolosamente il nuovo regolamento, adeguando ed aggiornando le loro procedure di gestione delle informazioni. (Sono infatti previste pesanti sanzioni per le ditte che risultassero inadempienti: ad esempio per le grandi imprese si parte da un minimo di €10mln o del 2% del fatturato annuo globale, sanzione raddoppiata per la fascia alta di infrazioni, e fatte salve eventuali conseguenze penali decise in autonomia da ogni stato membro).

Privacy dei dati personaliLe nuove regole hanno inoltre lo scopo di velocizzare il processo di introduzione nella cultura aziendale di princìpi di responsabilità riguardanti la privacy delle persone fisiche, investendo le imprese del ruolo di gestore responsabile dei dati personali (a cui fanno dunque capo attività quali la protezione delle informazioni da smarrimento, accessi indesiderati, violazioni e sottrazioni di dati, la loro amministrazione in termini di salvataggio, elaborazione e condivisione, fino alla comunicazione con terze parti qualora i dati siano stati diffusi esternamente, pur con finalità legittime).

Tutte le direttive del GDPR riguardano i dati personali, ovverosia ogni informazione concernente una persona fisica identificata o identificabile, sia direttamente che indirettamente: ciò individua uno spettro molto più ampio rispetto ai soli dati sensibili fino ad oggi considerati, e induce a porre grande attenzione sull’adeguatezza dei propri sistemi di information management. Le nuove norme sono inoltre indirizzate non solo alle organizzazioni titolari (“controller”) della gestione dei dati personali (ossia coloro che decidono le finalità ed i mezzi del trattamento delle informazioni, gli stessi che di fatto solitamente le raccolgono), ma anche ai responsabili (“processor”) della loro elaborazione (solitamente imprese terze) per conto del titolare; tutti questi soggetti sono deputati a gestire correttamente l’intero ciclo di vita delle informazioni personali (redazione di informative agli interessati, ottenimento del consenso al trattamento, sottoscrizione di misure di sicurezza e valutazione dei rischi, rendicontazione delle proprie attività, notifica delle eventuali violazioni, nomina di un “data protection officer”, implementazione di registri ad hoc, gestione della crittografia ecc.).

Information management systemsI cambiamenti di cultura aziendale e di prassi gestionale saranno talvolta radicali, ma potranno essere sfruttati dalle imprese come opportunità per crescere in termini di maturità tecnologica (oltre che di consapevolezza normativa). In quanto società di consulenza direzionale specializzata in progetti innovativi, noi di MAS saremo al fianco delle aziende per supportarle nel compiere questo importante passo, per aiutarle nell’aggiornamento di processi e procedure (gap-analisys, priority-analisys, formulazione di piani di adeguamento, investimenti in sicurezza e formazione) e nell’eventuale implementazione di sistemi di information management all’avanguardia.

L’entrata in vigore del GDPR europeo è ormai vicina, sarà cruciale non farsi trovare impreparati: solo con una pianificazione preventiva si riuscirà a guidare il cambiamento.

 

Digital & Fashion al DigitalMeet 2017

DigitalMeet 2017Si è da poco conclusa la rassegna di incontri, convegni e conferenze chiamata DigitalMeet 2017, che per il quinto anno consecutivo ha proposto più di 140 appuntamenti dedicati alle nuove tecnologie digitali, con la presenza di oltre 300 ospiti esperti in materia. Obiettivo: l’alfabetizzazione digitale per cittadini ed imprese del territorio. In particolare si è svolto venerdì 20 ottobre, presso la sede dell’ACRiB (Associazione Calzaturifici della Riviera del Brenta) a Stra (Ve), un interessante incontro riguardante le tecnologie digitali applicate al mondo della manifattura nel settore del Fashion.

La presentazione di Stefano Miotto

Moderata da Walter Macorig di MAS management network e docente alla IUSVE, e presentata da Stefano Miotto – amministratore delegato del Politecnico Calzaturiero – la tavola rotonda ha sviscerato, grazie anche alla partecipazione del pubblico (interessante e riuscito esperimento è stato l’utilizzo di un sistema di smart messaging in tempo reale per la comunicazione tra relatori ed astanti, imbastito dagli studenti del corso di Marketing Digitale dell’Università IUSVE e molto utilizzato ed apprezzato dai presenti), la principali tematiche tecnologiche e di comunicazione legate alla rivoluzione digitale dell’Industria 4.0.

Walter Macorig e gli studenti di IUSVEOspiti del convegno sono state diverse figure professionali del mondo del Fashion, dei settori industriali legati alla moda ed alla manifattura di alta qualità, della formazione e della consulenza tecnologica alle imprese nonché della comunicazione aziendale. Hanno infatti dato il loro prezioso contributo, nell’ordine di intervento: Marco Cossutta, partner di Reply ed esperto di tecnologie digitali per l’industria Fashion & Luxury; Ruggero Toniolo, esperto di prodotto, produzione e sistemi informativi per Louis Vuitton; Mauro Tescaro – Direttore del Politecnico Calzaturiero e promotore nell’occasione di un sistema integrato per la tracciabilità del prodotto; Alessandra Tugnolo della ditta CDivertiamo che produce calzature di lusso; Giorgio Sperandio, libero professionista e docente del Politecnico, esperto in progettazione CAD 3D per la calzatura; Silvia Tebaldi di ITS Cosmo, scuola di formazione professionale in ambito moda; Francesco Candeo, libero professionista e digital strategist.

Tra gli argomenti affrontati, coerenti col sottotitolo dell’incontro: “come i nuovi strumenti digitali possono migliorare il business e le operazioni delle aziende del Fashion”, è doveroso segnalare alcuni topics che si sono rivelati molto gettonati, in particolare riguardanti le potenzialità e le conseguenze dell’implementazione di un sistema di e-commerce per le imprese; il tema degli archivi digitali e tutto ciò che comporta in termini di asset digitali (efficienza operativa, accentramento della conoscenza, rappresentazione rapida), di nuove risorse e di riduzione dei costi grazie all’informatizzazione; il tema dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di interconnessioni digitali in ottica Industria 4.0; il content marketing e l’importanza della divulgazione di contenuti sul web; infine la spinosa questione dell’occupabilità e delle nuove opportunità lavorative in campo digitale.

Forti di un impegno sempre maggiore a supporto dell’innovazione aziendale, a noi di MAS non rimane che darvi appuntamento al prossimo anno per la sesta edizione del DigitalMeet.

Web Marketing Manager & Digital Strategist: la bibbia delle nuove professioni Web

web marketing - libro(A cura di Mariano Diotto – Dario Flaccovio Editore, Palermo – Giugno 2017)

Questo volume, intitolato “Web Marketing Manager & Digital Strategist“, è il primo manuale italiano, scritto da docenti universitari che sono anche professionisti del mondo web, che delinea le competenze e le professionalità richieste alle figure di web marketing manager & digitai strategist. L’esperienza e l’alta preparazione dell’autore e dei contributori, l’assiduo contatto con le grandi aziende italiane hanno portato alla nascita di questa bibbia delle nuove professioni web. Nel volume si possono trovare tutte le competenze e abilità richieste a queste figure professionali, e le modalità di formazione e di conoscenze necessarie per specializzarsi in questo settore e ottenere successo.

Circa 10 anni fa il mondo del lavoro è stato invaso da una nuova epidemia che colpiva tutti i responsabili marketing e creativi delle aziende. L’epidemia si chiamava: web marketing manager! Qualsiasi preparazione precedente veniva cancellata per esaltare questo nuovo approccio. Tutti diventavano magicamente esperti e si vendevano come guru, specialist, fondatori di metodi innovativi. Ma le competenze e le qualità richieste dove venivano apprese? Il fai da te del web marketing è iniziato così: selvaggiamente. Ancor oggi viviamo di questo pressappochismo che porta le aziende a non fidarsi più dei professionisti del settore e a diffidare degli esperti last minute.

walter macorig

A questo volume ha partecipato, tra gli altri, Walter Macorig di MAS, contribuendo con la stesura di un capitolo (il dodicesimo) intitolato “Il nuovo marketing di internet: integrazione di strategie e strumenti per la creazione di valore”, incentrato non solo sulla teoria della creazione del valore con il web-marketing, ma anche sull’approccio operativo e sugli strumenti attualmente disponibili a coloro che operano nella Rete.

Nuovi finanziamenti alle imprese venete su R&S e riposizionamento competitivo

Bandi Regione VenetoSi apre una grande possibilità di finanziamento per le attività di ricerca e sviluppo e di riposizionamento competitivo per le imprese del Veneto: è stato infatti appena pubblicato nel sito della Regione un nuovo bando diretto alle aggregazioni di imprese.

Il finanziamento, la cui dotazione totale ammonta a più di 10 milioni di euro, intende incentivare la collaborazione tra imprese e soggetti della ricerca al fine di promuovere, mediante forme aggregative, la tutela, la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione della ricerca applicata al sistema produttivo nonché sostenere il riposizionamento competitivo delle imprese, la capacità di adattamento al mercato e l’attrattività per potenziali investitori.

Il bando è focalizzato sulle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, sull’innovazione di processo e sul riposizionamento competitivo di aggregazioni di imprese (contratti di rete, associazioni temporanee ecc.) come previsto dal Piano Strategico Regionale per la ricerca scientifica e l’innovazione, in linea con le direttive per lo sviluppo tecnologico di Industria 4.0. Il contributo a fondo perduto ammonta al 50% della spesa, ma ancor più interessante è che sono sovvenzionabili sino al 70% anche le spese relative al personale dipendente.

Da sempre MAS si occupa di affiancare le imprese per la partecipazione ai bandi nonché per lo sviluppo di progetti di innovazione e R&S, coordinando tutte le attività inerenti, dalla presentazione dei requisiti alla realizzazione dei lavori.

L’opportunità è davvero sostanziale: se siete un’impresa interessata non esitate a contattarci.

L’importanza del Sistema Informativo integrato per le PMI del calzaturiero

Sistema Informativo integratoUno dei cruciali punti di partenza da cui prende le mosse il volume di recente uscita intitolato “Sistema informativo integrato: un modello semplificato per PMI del settore calzaturiero” (Maria Silvia Avi, Gianmaria Salvato – G. Giappichelli Editore, Torino – Marzo 2017) è la valutazione dell’importanza di un Sistema Informativo integrato per il controllo di gestione nelle PMI della calzatura.

Se in passato una buona parte della gestione ordinaria poteva essere affidata ad elementi di natura “emotiva” o “intuitiva” della dirigenza aziendale, ormai da tempo, e conseguentemente a mutate condizioni di mercato analizzate preventivamente nel volume, si è fatta strada la convinzione che il supporto di ogni decisione manageriale debba necessariamente risiedere in una serie di dati ed informazioni dotata delle dovute basi teoriche economico-finanziarie. Oggi le caratteristiche dimensionali delle imprese manifatturiere della calzatura (in genere piccole o medie) non sono più un elemento di attrito all’implementazione di un Sistema Informativo utile ai fini gestionali, anzi il consolidamento della “filiera lunga” dei distretti produttivi (dove le aziende, ubicate in un territorio circoscritto, si specializzano in una o più fasi del processo di produzione ed hanno perciò la necessità strutturale di creare un sistema integrato) spinge verso l’adozione di strumenti più sofisticati per il controllo di gestione. A questo elemento vanno a sommarsi ulteriori caratteristiche peculiari del settore calzaturiero (stagionalità, canali distributivi, rapporti di sub-fornitura ecc.) che esercitano un’influenza determinante sulla struttura economico-finanziaria e patrimoniale dell’impresa, donde la crescente importanza di dotarsi di sistemi che consentono di governare al meglio le dinamiche interne ed esterne alle aziende.

Distretto calzaturieroIl Sistema Informativo deve pertanto rappresentare la base fondante da cui trarre elementi di conoscenza che permettano di massimizzare efficacia ed efficienza gestionale, espressa in termini sia finanziari che reddituali (indipendentemente da considerazioni di natura “dimensionale” dell’impresa). Il bacino informativo, “costituito dall’insieme degli elementi di conoscenza finanziari, reddituali, analitici e/o sintetici la cui gestione consente di assumere decisioni consapevoli, diviene, in questa ottica, un vero e proprio cruscotto indispensabile per il proficuo svolgimento della gestione aziendale (Ibid., cap. 1, pag. 19). Ciò anche in considerazione dell’organizzazione tipica delle realtà calzaturiere, strutturate per funzioni o aree aziendali corrispondenti a specifiche competenze tecniche nelle attività di produzione e non (tipicamente: progettazione, modelleria, industrializzazione; acquisti; programmazione della produzione; taglio, preparazione, orlatura, montaggio, finissaggio; magazzino e logistica; gestione laboratori esterni; amministrazione e finanza; commerciale; controllo qualità).

Libro Avi-Salvato copertinaIl volume analizza anche le caratteristiche fondamentali che un buon Sistema Informativo per le PMI deve possedere:

  1. esaustività e completezza delle informazioni
  2. analiticità dei dati e congruenza dei macro-aggregati di dati
  3. eliminazione di ogni dato non utile
  4. separazione di dati fiscali e valori gestionali
  5. presenza anche di informazioni socio-ambientali
  6. integrazione, assoluta e totale, di tutti i dati del Sistema Informativo

Queste sono, a grandi linee, le basi teoriche da cui il libro, di recente pubblicazione, parte, per poi addentrarsi nelle specifiche modalità per l’applicazione di un modello semplificato (e il confronto con modelli più complessi ed evoluti) per le PMI del settore calzaturiero. Si rimanda alla lettura del volume medesimo l’approfondimento di questi ultimi argomenti.

Sistema informativo integrato: un modello semplificato per PMI del settore calzaturiero

Libro Avi-Salvato copertina(Maria Silvia Avi, Gianmaria Salvato – G. Giappichelli Editore, Torino – Marzo 2017)

L’idea di questo lavoro “Sistema informativo integrato: un modello semplificato per PMI del settore calzaturiero”, prodromico ad un secondo volume, è nata dall’osservazione della realtà imprenditoriale del settore calzaturiero che, in questi ultimi anni, ha subito profonde trasformazioni che hanno dato vita a nuove modalità di produzione e, di conseguenza, a nuove modalità di gestione dell’impresa.

Questo primo volume vuol calare nel settore della calzatura princìpi e strumenti di controllo in forma semplificata, avviando un profondo cambiamento che, ancor prima d’essere organizzativo e strutturale, è di cultura aziendale, e può orientare le imprese del settore calzaturiero al controllo di gestione.

Il testo offre strumenti pratici per comprendere la situazione finanziaria, patrimoniale e reddituale, per determinare il costo del prodotto con la metodologia Activity Based Costing e per predisporre in modo efficace un business plan come strumento di gestione interna e di informazione verso le banche ed i finanziatori.

Gli autori:

Maria Silvia AviMARIA SILVIA AVI – Professore ordinario di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. È impegnata in attività di ricerca nel campo della gestione aziendale, del bilancio di esercizio, delle rilevazioni contabili e del controllo di gestione. È dottore commercialista e revisore contabile. Le numerose pubblicazioni prodotte negli ultimi anni vertono, in particolare, sul controllo di gestione delle piccole e grandi imprese, sugli aspetti contabili e giuridici del bilancio, sull’invalidità del bilancio di esercizio e sul suo utilizzo come strumento di gestione e informazione interna ed esterna all’azienda.

Gianmaria SalvatoGIANMARIA SALVATO – Consulente direzionale presso MAS MANAGEMENT NETWORK, si occupa di finanza aziendale, controllo di gestione, progettazione e rendicontazione di bandi per finanziamenti e contributi a fondo perduto prevalentemente per PMI. Collabora con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Padova. Svolge inoltre attività di docenza presso corsi master tenuti da diversi enti di formazione.

Creare valore con Industria 4.0 e beneficiare degli aiuti di stato

Pochi giorni fa il ministero delle attività produttive MISE ha inviato una PEC a tutte le imprese italiane. Oggetto: il tema del momento, ovvero “Industria 4.0”.

industria 4.0Il ministero riepiloga l’importante “Piano Nazionale Industria 4.0” elaborato dai nostri legislatori – ed in concerto con paesi come la Germania – relativo ad un piano di sviluppo strategico del nostro paese basato sulla digitalizzazione spinta della manifattura e dei prodotti per creare nuovo valore e competitività per le imprese, una formula condivisa dai principali economisti mondiali.

Si tratta di introdurre in azienda e nel proprio prodotto nuove tecnologie digitali ed informatiche per migliorare i propri processi produttivi ed per potenziare il servizio al cliente, nell’ottica di dotarsi delle infrastrutture IT che permettano di stare al passo con la rivoluzione dei Big Data e cominciare a sfruttarne le potenzialità.

miseE’ una sfida non semplice e che richiede importanti investimenti. Su questo sono stati stanziati dal governo importanti aiuti di stato che concretamente portano risorse finanziarie alle imprese. L’ e-mail del ministero elenca tutti gli strumenti: superammortamento/iperammortamento, credito d’imposta R&S, patent box

Ovviamente bisogna avere le idee chiare e bisogna approcciare tali strumenti in maniera adeguata. Noi di MAS da sempre ci occupiamo di innovazione ed abbiamo forti competenze nell’ambito digitale. Ci occupiamo anche di supportare le imprese nel reperimento delle risorse per sostenere i programmi di miglioramento.

Abbiamo recentemente messo a punto una metodolgia per l’approccio rapido e concreto ai temi di Industria 4.0 che abbiamo chiamato “Industria 4.0 Quick Forward”.

big dataCi mettiamo a disposizione degli imprenditori e manager per mettere a punto programmi di miglioramento in modo molto veloce e pragmatico. Siamo altresì attivi nel supporto alle imprese al fine di potersi avvantaggiare delle nuove misure messe in atto dal governo e quindi per ottenere risorse finanziarie a sostegno dei progetti di miglioramento.

Rimaniamo dunque a disposizione degli interessati per organizzare incontri di approfondimento sul tema di Industria 4.0.

Come l’Automazione cambierà il settore del Fashion

Industria 4.0E’ datato gennaio 2017 il più recente studio sul potenziale e sugli effetti dell’Automazione nel mondo del lavoro a livello globale: i risultati dell’analisi compiuta dal McKinsey Global Institute interessano in particolare i settori coinvolti dalla rivoluzione chiamata Industria 4.0, compreso naturalmente il comparto Moda.

Cosa ci dicono i risultati di questo studio? In generale, gli analisti di McKinsey sostengono che entro quarant’anni la metà delle mansioni, a livello mondiale, sarà completamente automatizzata, ovverosia che tali mansioni verranno svolte da macchine (computer, robot e intelligenza artificiale). L’Italia rientra ad oggi perfettamente, da questo punto di vista, nella media relativemente al potenziale di automazione, che risulta essere proprio del 50%, leggermente superiore ma non troppo distante a quello dei principali paesi occidentali (Germania 48%, Francia 43%, Stati Uniti 46%) i quali probabilmente sono qualche passo avanti a noi nel processo di rinnovamento industriale.

Se la preoccupazione più naturale è quella di una perdita occupazionale in termini assoluti, i dati vanno analizzati nella loro complessità: non si tratterà infatti di una scomparsa di determinati lavori poiché pochissimi di essi risultano completamente automatizzabili; piuttosto l’automazione prenderà piede su certi tipi di attività, comportando la trasformazione in senso tecnologico e la ridefinizione dei metodi di lavoro e delle mansioni. Ciò accadrà maggiormente per attività come il lavoro manuale ripetitivo e predittibile, ma anche per attività di più alto livello come la raccolta e l’elaborazione dei dati (si pensi alle tecnologie Big Data dell’Industria 4.0) nonché l’intero comparto della logistica (grazie alle nuove tecnologie, fisiche e informatiche, applicate ai trasporti e alla gestione dei magazzini). Meno suscettibili di automazioni sono invece le mansioni ad alto contenuto creativo, intellettivo, nonché le professionalità di tipo organizzativo e gestionale. Senza contare l’aumento di tutte le attività IT collegate, anche in termini occupazionali.

SewbotE nel settore Fashion? Come fa notare un’analisi di The business of Fashion, in parte il processo di automazione è già iniziato, come testimonia la presenza di magazzini automatici e robot nei grandi centri di distribuzione. Ma non si tratta soltanto di questo, poiché la rivoluzione tecnologica è destinata ad incidere anche sulle attività di produzione (e non solo in fabbrica, ma anche e soprattutto come supporto per stilisti, disegnatori e modellisti, che avranno a disposizione sofisticati strumenti software, dalla prototipia 3D ai database interconnessi in cloud) e su tutte quelle mansioni che si basano sulla manipolazione di dati, dal marketing alle vendite. Già si parla di “sewbots”, macchine cucitrici automatiche per la produzione on-demand, oppure di esperienze di vendita al dettaglio coadiuvate dalla realtà aumentata (AR = augmented reality) che cambierà radicalmente l’esperienza del compratore retail, oppure ancora di attività di marketing automatizzate grazie all’utilizzo di algoritmi che elaboreranno informazioni provenienti dall’immenso bacino dei Big Data.

AR in retailA supporto di tutto questo, naturalmente, le imprese saranno tenute ad investire sulle infrastrutture informatiche e tecnologiche, nonché sulle piattaforme manageriali che sono condizione indispensabile per l’innovazione. Due sono infatti i punti cardine da tenere in considerazione per sfruttare le potenzialità a livello di automazione di quella che, a torto o a ragione, è chiamata “quarta rivoluzione industriale”: primo, un paradigma allargato delle attività di Ricerca & Sviluppo, da orientare con lungimiranza verso l’interconnessione totale, la realtà aumentata e la gestione di archivi digitali e Big Data; secondo, una piattaforma gestionale fatta di manager ed esperti di nuove tecnologie e metodologie, convinti nell’accettare la sfida del futuro e sempre pronti ad aggiornare le loro competenze.

C’è il supporto delle istituzioni europee e nazionali, che hanno dimostrato di credere e voler investire in questo percorso. E’ necessario mettersi al lavoro da subito, se si vuole cavalcare l’onda invece di esserne travolti.

Business Planning, didattica e formazione

Business planningUn’opportunità di veder messe a frutto le competenze del consulente d’azienda in ambito formativo si è concretizzata venerdì 25 novembre, quando Gianmaria Salvato e Bruno Bonomini di MAS sono stati chiamati a far parte di una giuria tenuta a valutare i lavori di gruppo degli studenti magistrali del corso di “Economia e diritto” dell’Università di Padova. Il contest interno, parte integrante dell’esame di Pianificazione aziendale tenuto dalla prof.ssa Antonella Cugini, aveva lo scopo di mettere a confronto tre Business Plan realizzati da altrettanti team di studenti impegnati in una sorta di simulazione di nascita d’impresa.

L’attività di gruppo si è dimostrata un’istruttiva applicazione delle conoscenze e competenze acquisite precedentemente in aula, concernenti la progettazione di sistemi di pianificazione, programmazione e controllo, nonché di metodologie per la misurazione delle performance aziendali. Alla teoria si è dovuto dar seguito con un intenso teamwork finalizzato alla realizzazione di vari Business Plan; un lavoro reso particolarmente attuale ed interessante dal tema sviluppato, ossia quello dei social media dedicati agli sportivi ed alle aziende legate al mondo dello sport. Ciò ha aggiunto ulteriori difficoltà specifiche e particolarità relativamente alle analisi di mercato, alla stima dei costi e delle risorse necessarie, principalmente dovute allo scenario inconsueto di business (o quantomeno nuovo e non massivamente esplorato in letteratura) per l’operatività delle aziende virtuali immaginate dagli studenti.

bruno gianmariaSu queste basi di approfondimento didattico per nuovi scenari di business sono nati gli interventi di Bruno Bonomini, facente parte del comitato di giuria, particolarmente incentrato sull’importanza e sulle criticità della redazione di un corretto documento di Executive summary, e le valutazioni di Gianmaria Salvato in quanto parte del corpo docente dell’Università degli studi di Padova sugli elaborati finali e sulle presentazioni che gli studenti hanno tenuto per illustrare i loro lavori di business planning.

Il duplice ruolo del consulente d’impresa, come formatore e valutatore, ed il confronto tra la didattica delle teorie sul controllo di gestione e sui sistemi di pianificazione aziendale e lo scenario reale (pur declinato in questo caso nel mondo virtuale dei social media) hanno costituito da un lato la possibilità di intervenire in un dibattito aperto con i ragazzi, che sempre dimostrano di apprezzare quando i loro studi vengono integrati con esperienze dal mondo del lavoro, e dall’altro lato l’occasione di interfacciarsi ed allinearsi con il mondo dell’insegnamento.