by Redazione | 9 June 2014 | Blog
Gli ostacoli sulla strada del miglioramento continuo della supply chain
La supply chain di un’organizzazione è un sistema articolato e caratterizzato da dinamiche complesse che può diventare una risorsa chiave se utilizzata in modo intelligente. L’interpretazione corretta della rete organizzativa può far crescere esponenzialmente il business aziendale rendendolo più elastico, agile e in grado di ridurre i rischi rispondendo velocemente agli imprevisti.
Gli ultimi anni hanno dimostrato che molti fattori naturali come terremoti, allagamenti e tsunami possono influire sulla supply chain. Per ridurre tali rischi le aziende e i venditori dovrebbero allargare le loro reti di fornitura e potenziare gli strumenti di “misurazione” dei flussi informativi che le attraversano.
Il recente studio Global Manufacturing Outlook di KPGM evidenzia però che sebbene siano chiare le potenzialità legate alla completa visibilità della supply chain, allo stesso tempo le organizzazioni stentano a migliorarne le prestazioni prevalentemente per tre ragioni:
- Carenza di informazioni disponibili;
- Mancanza di competenze e capacità interne ed esterne;
- Inadeguatezza dei sistemi informativi.

Le sfide da affrontare per una supply chain completamente integrata e visibile
Nonostante ciò gli ultimi due anni hanno visto un trend di crescita in termini di accesso alle informazioni della supply chain, ma per molte aziende permane la difficoltà di raggiungere un livello di tempestività, precisione e accuratezza tale da avere una visione real time della situazione.
Se è vero che la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale nel fornire visibilità in tempo reale sulle vendite e le forniture per supportare l’agilità richiesta dai mercati attuali, è vero anche che non è sufficiente disporre delle informazioni in tempo reale, ma è necessario condividerle. (You simply can’t build the type of relationship you need to share real-time data without trust -Osamu Matsushita, Head of Industrial Manufacturing, KPMG in Japan)
Mettere informazioni vitali a portata di mano dei partner di supply chain attraverso strumenti sofisticati significa che l’intera rete aziendale può prendere decisioni più rapide e smart con un occhio di riguardo alla gestione della distribuzione.
Fonte: KPMG – Global Manufacturing Outlook – Giugno 2014 – kpmg.com/gmo
by Redazione | 9 April 2014 | Articoli, Blog

In questi giorni a Londra si sta tenendo conferenza internazionale presso il V&A Museum in comunione con Europeana Fashion. Obiettivo del convegno analizzare le correlazioni tra gli archivi della moda e la loro condivisione a livello digitale. Europeana Fashion è un consorzio che riunisce 22 partner d’eccellenza tra i più importanti musei pubblici e privati, gli archivi e le collezioni di 12 paesi europei, tra cui Archivio Missoni, Museo della calzatura Rossimoda, Archivio Pitti, Museo V&A, Museo del Traje, Museo Les Arts Décoratifs. L’intento di questo consorzio, che rappresenta le principali istituzioni europee e le principali collezioni nell’ambito della moda, è quella di creare un aggregatore tematico sulla moda, ponendo in particolar modo l’accento sulla qualità e la granularità dei dati, che rifletta la versatilità della moda in quanto mezzo di comunicazione.
Presenti al convegno rappresentati del comparto moda italiano come Luca Missoni – Direttore artistico Archivio Missoni – Isabella Campagnol – Curatrice Archivio Rubelli – Lapo Cianchi – Fodazione Pitti.
Negli ultimi anni un pubblico sempre più ampio ha sviluppato un interesse crescente per i contenuti della moda legati alla ricerca, alla didattica e al tempo libero. L’era digitale, lo sviluppo e la disponibilità di nuove tecnologie hanno fornito nuovi e fondamentali strumenti per permettere a molte istituzioni di affrontare e risolvere i loro diversi problemi, e in particolare:
- documentare le collezioni in dettaglio, per un uso interno ed esterno, senza la necessità di maneggiare fisicamente le collezioni;
- aumentare l’accessibilità delle loro collezioni per un pubblico che sia il più vasto possibile, grazie alla digitalizzazione e alla catalogazione.
Internet è diventato la principale fonte di informazioni per il mondo della moda e dell’industria attraverso una vasta gamma di siti web, portali, blog, social network, ecc. La dimensione virtuale è diventata una realtà imprescindibile per la creazione, la diffusione, il consumo e lo studio della moda che richiede di essere esplorato a livello mondiale. La difficoltà di raccogliere e studiare l’enorme mole di conoscenza prodotta all’interno del web è diventata una necessità per lo studio contemporaneo della moda. Tuttavia, vi è una palese mancanza di contenuti strutturati, facilmente reperibili e affidabili. Allo stato attuale, la ricerca di questi materiali digitali è difficile e rischia di diventare ancora più complessa, in quanto i contenuti digitali sulla moda continuano ad aumentare in modo frammentario. Fondamentale dunque risulta sensibilizzare e creare consenso all’interno della comunità della moda per quanto riguarda le migliori prassi in materia di digitalizzazione del patrimonio culturale.
MAS ritiene che i temi affrontati e condivisi nell’ambito del convegno risultino di grande interesse per le aziende del Fashion.
by Redazione | 29 March 2014 | Blog
La scelta di un Sistema Informativo va effettuata con la massima cura ed attenzione. Una buona soluzione accompagna l’azienda negli anni futuri e consente di poter modificare il modo di lavorare con una certo dinamismo secondo le mutate esigenze di mercato o logistiche.

A seconda del tipo di azienda, del suo momento storico e delle sue risorse ci possono essere vari tipi di opzioni strategiche riguardo a come debba essere affrontato un progetto di revisione dei sistemi informativi:
- Opzione orientata alla Crescita
E’ il caso di aziende pienamente coscienti dei propri limiti informativi, da anni oberate da soluzioni “fai da te” nel tentativo di soddisfare le esigenze interne. Orientarsi alla crescita significa adottare una soluzione informativa di un grande player, non del tutto o per niente verticalizzata sul settore di riferimento. Implementare simili soluzioni richiede abili qualità di project management e la partecipazione collaborativa di tutte le figure coinvolte, nonchè una forte volontà dei vertici aziendali.
Significa optare per una soluzione verticalizzata sul calzaturiero che non richiede complesse attività di parametrizzazione e lunghi tempi di implementazione. Questa scelta implica un’esborso economico limitato ma al contempo si accompagna a rischi di lungo termine legati a scenari di crescita aziendale. L’azienda che opta per un’opzione efficace è spesso intimorita dalla propria incapacità di saper far fronte alla complessità delle attività di configurazione di un sistema informativo non verticalizzato.
Quando un’azienda non comprende a pieno le potenzialità di un nuovo sistema operativo e soprattutto non conosce i limiti e le criticità di quello in uso, assume una posizione cautelativa. Procede all’aggiornamento del sistema utilizzato e opta per l’approfondimento delle potenzialità di un SI e di come questo può generare valore per l’azienda. Chi intraprende questo percorso generalmente finisce col sostituire radicalmente il proprio SI.
Spesso le aziende non comprendono l’importanza di allineare la strategia aziendale con le potenzialità offerte dal Sistema Informativo al fine di ridurre il numero di soluzioni software possibili e si avventurano precipitosamente nella selva dei dettagli di ogni singola opzione, impantanandosi e finendo per incappare in soluzioni inadeguate e inefficaci.
Solo quando si prende coscienza di come il Sistema Informativo può sostenerci nel perseguire gli obiettivi aziendali è corretto iniziare una Software Selection approfondita che analizzi ogni singolo aspetto delle soluzioni possibili evidenziandone pro e contro.
Ovviamente, nonostante si ricorra a criteri di valutazione il più possibile oggettivi e misurabili, spesso è difficile confrontare le soluzioni tra loro e perciò è consigliabile maturare un opinione anche confrontandosi con le realtà che già adottano le soluzioni in oggetto.
Criticità connesse con la scelta:
- Le alternative non sono sempre facilmente confrontabili tra loro.
- Vanno considerate sia le esigenze attuali che quelle future.
- Esistono aspetti tecnici complessi.
- Il controllo dei costi è difficile e spesso si spende molto di più di quanto preventivato.
by Redazione | 25 February 2014 | Articoli, Blog
Previsti anche ques’anno incentivi per le Pmi con la nuova Sabatini 2014, ovvero un’agevolazione concessa con il decreto-legge Del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013), finalizzata ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese. La nuova Sabatini in particolare è rivolta alle Pmi, operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, che realizzano investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.
La Sabatini istituisce presso la Cassa Depositi e Prestiti un plafond di risorse cospicuo: 2,5 miliardi di euro. Le banche e gli intermediari finanziari che aderiscono alle apposite convenzioni tra il Mise (sentito il Mef), l’Abi e la Cdp, possono utilizzare tale fondo per l’erogazione di finanziamenti alle Pmi.
L’importo finanziabile va da un minimo di 20 mila fino a un massimo di 2 milioni di euro, il limite temporale è fissato al 31 dicembre 2016.
Condizione essenziale é che i beni acquistati siano destinati all’uso produttivo e non siano alienati, ceduti o distratti dalla produzione sino ai tre anni successivi alla data di completamento dell’investimento.
Il finanziamento prevede interessi a tasso agevolato del 2,75% ed una durata massima di 5 anni.
Le richieste per i finanziamenti potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 31 marzo 2014.
by Redazione | 18 December 2013 | Opportunità
Nel corso del 2014 l’INAIL presenterà un nuovo bando a sostegno delle aziende che investono in sicurezza e prevenzione.

Se nulla cambierà rispetto agli scorsi anni, sarà possibile presentare progetti per l’acquisto di macchine o l’implementazione di modelli organizzativi, e ottenere un contributo del 50% del costo del progetto.
INVESTIMENTI AMMISSIBILI
Progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:
- Ristrutturazione o modifica strutturale e/o impiantistica degli ambienti di lavoro;
- Installazione e/o sostituzione di macchine, dispositivi e/o attrezzature;
- Modifiche del layout produttivo;
- Interventi relativi alla riduzione/eliminazione di fattori di rischio quali, ad esempio.: esposizione ad agenti biologici, sostanze pericolose, agenti chimici, cancerogeni e mutageni, agenti fisici (rumore, vibrazioni, radiazioni ionizzanti / non ionizzanti, radiazioni ottiche artificiali), movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetuti, ecc.
Il progetto di investimento, che può comprendere molteplici voci di spesa, deve essere riconducibile esclusivamente all’ottenimento di un unico obiettivo (riduzione/eliminazione) individuato tra le seguenti cause di infortunio e fattori di rischio:
- Agenti chimici “molto tossici”
- Agenti “cancerogeni”, “mutageni”, “teratogeni” (amianto escluso)
- Bonifica amianto (da escludere il mero smaltimento)
- Spazi confinati – Movimentazione manuale di carichi
- Movimenti e sforzi ripetuti
- Posture incongrue
- Vibrazioni trasmesse al corpo intero o al sistema mano-braccio
- Rumore, Incendio ed emergenze Rischio Elettrico
In attesa del Bando è fondamentale valutare – per tempo – scenari ed opportunità di partecipazione. MAS è in grado di aiutarvi nella valutazione di eventuali progetti di investimento e di assistervi, per tutte le fasi – dalla presentazione alla rendicontazione finale – qualora decideste di partecipare al bando.
La MAS da tempo opera nell’ambito della finanza agevolata, ed è in grado di valutare la fattibilità del progetto di ricerca, sviluppo, trasferimento tecnologico e innovazione, e diassistere l’azienda assegnataria nella varie fasi dell’iter (stesura del progetto, presentazione, monitoraggio e rendicontazione finale).