Come può una piccola impresa artigiana sfruttare le opportunità del digitale senza perdere la propria identità? In che modo l’intelligenza artificiale può affiancare la creatività e il saper fare? E quale contributo possono portare le nuove generazioni alle sfide del Made in Italy?

Sono alcune delle domande al centro di Open Bottega e Made in Italy, Next, i due appuntamenti che si sono svolti il 22 ottobre a Cadoneghe (Padova), nell’ambito di DIGITALmeet 2026

Due momenti diversi ma strettamente collegati, nati all’interno di BOTTEGA, il progetto ideato da Massimo Giacon, direttore creativo di importanti marchi del fashion e lifestyle, per favorire il dialogo tra imprese, artigiani, professionisti e giovani talenti. Un’iniziativa che punta a valorizzare le eccellenze del territorio veneto, creando nuove occasioni di collaborazione e contaminazione tra esperienza e innovazione.

Open Bottega: quando le sfide delle imprese incontrano le idee dei giovani

Il primo appuntamento ha dato spazio al confronto diretto tra imprenditori, studenti e giovani consulenti, trasformando le esigenze concrete delle imprese in occasioni di dialogo e brainstorming.

Attraverso un workshop ispirato alla metodologia Troika Consulting, adattata in una formula informale e partecipativa, piccoli gruppi hanno lavorato sulle sfide presentate dagli imprenditori. A facilitare il confronto, i giovani consulenti di MAS Management Network, con l’obiettivo di stimolare domande, punti di vista differenti e possibili soluzioni.

Le questioni affrontate hanno raccontato alcune delle sfide quotidiane delle piccole e medie imprese: dal ruolo degli strumenti digitali nella valorizzazione dell’artigianato alla necessità di attrarre un pubblico più giovane verso i servizi termali.

Non sono mancati interrogativi legati all’intelligenza artificiale, come quelli sollevati da un’impresa terzista del settore degli accessori in pelle, interessata a comprenderne le opportunità ma anche attenta alle possibili criticità. Un’azienda calzaturiera plurimarca ha invece portato al tavolo una sfida di marketing: come comunicare efficacemente marchi differenti, mantenendone la riconoscibilità attraverso gli strumenti digitali?

Situazioni diverse, accomunate dalla volontà di individuare nuove prospettive senza perdere di vista le caratteristiche e le esigenze di ciascuna realtà.

Il risultato è stato soprattutto concreto: al termine del confronto, gli imprenditori hanno selezionato gli spunti ritenuti più interessanti, raccogliendoli su post-it. Ognuno ha potuto portare con sé almeno due suggerimenti legati al digitale o all’innovazione, da valutare e approfondire nella propria attività.

Più che cercare risposte definitive, Open Bottega ha dimostrato il valore di mettere attorno allo stesso tavolo esperienze e generazioni differenti. Da una parte la conoscenza diretta dei problemi aziendali, dall’altra uno sguardo fresco, libero dalle abitudini e capace di proporre nuove possibilità.

Made in Italy, Next: innovare senza perdere il valore del saper fare

Gli spunti emersi durante Open Bottega hanno trovato continuità nel secondo appuntamento, Made in Italy, Next, che ha allargato il confronto alle prospettive future dell’artigianato e del Made in Italy.

La tavola rotonda ha riunito ospiti e professionisti attorno a un tema centrale: come valorizzare il patrimonio di competenze, creatività e tradizione delle imprese italiane in un contesto di trasformazione tecnologica e di mercato?

Negli interventi di Giulia Bevilacqua e Cristina Rossi è emerso il valore dell’artigianato e delle eccellenze del Made in Italy, un patrimonio che rappresenta un elemento distintivo da preservare e rilanciare.

Il confronto si è poi concentrato sulle opportunità offerte dall’innovazione digitale, dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aumentare le possibilità creative fino agli strumenti capaci di migliorare i processi aziendali, la gestione dei clienti e la progettazione digitale.

Accanto alle opportunità, hanno trovato spazio anche dubbi e criticità legati all’adozione dell’AI. Un confronto che ha evidenziato l’importanza di avvicinarsi alle nuove tecnologie con consapevolezza, valutandone l’effettiva utilità per le imprese e per le persone che vi lavorano.

A stimolare ulteriormente il dibattito sono state anche alcune delle Challenge Cards utilizzate durante Open Bottega: domande e provocazioni dedicate alle sfide del Made in Italy, che hanno creato un collegamento tra le esperienze concrete del workshop e la riflessione più ampia della tavola rotonda.

Ne è emersa una prospettiva condivisa: il futuro dell’artigianato non passa necessariamente dalla competizione con le grandi aziende, ma dalla capacità di valorizzare ciò che rende uniche le realtà artigiane, utilizzando l’innovazione come leva per rafforzarne competenze, creatività e competitività.

Un dialogo tra generazioni per costruire nuove opportunità

Il filo conduttore dei due appuntamenti è stato il valore dell’incontro.

Open Bottega ha mostrato come il dialogo tra giovani e imprenditori possa generare idee e suggerimenti concreti. Made in Italy, Next ha ampliato questa riflessione, mettendo al centro il rapporto tra tradizione e innovazione, tra competenze artigiane e nuove tecnologie.

In entrambi i casi, il digitale è emerso non come un fine, ma come uno strumento da mettere al servizio delle persone e delle imprese.

È proprio su questa convinzione che si fonda il progetto BOTTEGA: creare occasioni di confronto e collaborazione per dare nuove prospettive al Made in Italy, facendo dialogare il patrimonio di esperienza delle imprese con l’energia, la curiosità e le competenze delle nuove generazioni.

Perché il futuro del Made in Italy non si costruisce scegliendo tra tradizione e innovazione, ma trovando il modo di farle crescere insieme.