Innovation & Technology al Politecnico Calzaturiero

Innovation & Technology al Politecnico Calzaturiero

Il mercato italiano è unico in termini di creatività e patrimonio di conoscenze, soprattutto in settori come quello del Fashion e dell’abbigliamento e calzature di lusso. Tuttavia le aziende ormai agiscono sempre più in uno scenario digitale. Come possono preservare l’unicità del loro marchio in tale scenario? Come far fruttare le competenze tradizionali nel mondo informatizzato? Come ottimizzare i processi di sviluppo creativo e di produzione con il supporto degli strumenti digitali?

A queste ed altre domande si è cercato di rispondere durante il seminario “Innovation & technology: PLM nell’industria del Fashion”, ospitato mercoledì 10 aprile nella sede del Politecnico Calzaturiero e che ha visto partecipare importanti realtà imprenditoriali del settore quali Lotto e Christian Louboutin assieme ad altre a servizio dell’industria (hanno avuto modo di presentare i loro prodotti Centric, focalizzato sul suo pacchetto PLM, 3D Excite e SolidWorks per le applicazioni software 3D, Nuovamacut con esempi reali di stampa tridimensionale su periferiche HP), compresa la presenza di MAS in veste di co-organizzatori.

Mauro Tescaro - Direttore del Politecnico CalzaturieroNell’introduzione di Mauro Tescaro, direttore del Politecnico Calzaturiero, oltre ad una presentazione delle attività formative e didattiche dell’istituto, sono state sottolineate le linee guida del dibattito: cercare di scoprire come la tecnologia e l’innovazione possano servire il Made in Italy per competere nel mercato globale valorizzando le singole abilità creative e produttive. Una nutrita platea di astanti, composta perlopiù da manager e tecnici di aziende venete (sia multinazionali del fashion con presenza locale, sia PMI che operano nella filiera del lusso), ha potuto quindi dapprima verificare le funzionalità particolari di pacchetti software al servizio dello sviluppo prodotto e della produzione (gestione distinte base, materiali, accessori, componenti, classificazioni, ma anche prototipi 3D) e poi assistere ai racconti delle esperienze vissute sul campo da chi ne ha già iniziata l’implementazione.

Walter Macorig di MASIn veste di relatore, Walter Macorig ha tenuto un primo intervento sull’ “Importanza del Digital Product Development nell’era 4.0”: in quanto società di consulenza, MAS ha curato numerosi progetti di innovazione sullo sviluppo prodotto e con piattaforme PLM presso importanti marchi della moda, esperienze che hanno permesso di focalizzare alcuni punti di attenzione (ad esempio sull’importanza della progettazione e sulla cura del cambiamento organizzativo, non secondari all’aggiornamento dei sistemi) e fornire degli spunti al pubblico a partire da situazioni reali. Numerose esigenze imprenditoriali nascono infatti da esigenze pratiche: controllo dei costi, aumento dei margini, maggiore velocità, maggiore qualità. Per questo sono risultati particolarmente interessanti i racconti delle effettive esperienze progettuali nei successivi due interventi, relativi a importanti realtà che operano in mercati diversi nel mondo della calzatura, tenuti da Sebastiano Di Camillo di LottoStonefly e Tito Simone di Christian Louboutin, i quali hanno delineato gli impatti delle implementazioni tecnologiche nelle loro aziende e le modalità con cui li hanno gestiti. Nell’ultima parte del seminario ci si è invece calati a scandagliare le possibilità di applicazione di un software PLM e i suoi relativi benefici, grazie alla presentazione puntuale di Silvano Joly di Centric della loro soluzione.

Considerate le reazioni del pubblico, si è potuta avere la conferma che si tratta di temi molto sentiti e all’ordine del giorno: il grande vantaggio di eventi come questo è poter raccogliere le esperienze sul campo di aziende che credono nell’innovazione digitale, stanno sviluppando progetti e si trovano così ad affrontare problemi simili a quelli di molte imprese del territorio. I sistemi Digital oggi non sono solo sviluppo prodotto, ma anche vendite, marketing, approvvigionamenti e integrazioni di filiera, analisi dei dati, sistemi di collaborazione e quant’altro. Ma ad ogni modo, anche dai casi studio emersi è stato confermato come i progetti di innovazione siano strategici in questo momento storico, e come non si tratti solo di mere introduzioni di strumenti tecnologici, quanto piuttosto di strategie di profonda trasformazione organizzativa.

Industria 4.0 e start-up italiane: un confronto fra regioni

Industria 4.0 e start-up italiane: un confronto fra regioni

Il tema dell’industria 4.0 sta sempre più interessando il contesto imprenditoriale italiano, grazie anche alle politiche economiche recentemente introdotte in tale ambito. Benché vi siano alcuni studi volti ad esaminare il livello di sviluppo della “quarta rivoluzione industriale” all’interno delle imprese italiane, scarse sono le indagini che mirano ad individuare il nesso fra industria 4.0 e le start-up nel nostro paese.

In un’analisi condotta nella tesi di laurea “Industry 4.0 and the perspective of the change in the technological paradigm. The case of Italian start-ups in the international environment” si è approfondita tale tematica focalizzando l’attenzione su due principali regioni (Toscana ed Emilia-Romagna) in cui sono state intervistate 80 start-up. In entrambe le regioni prevalgono le realtà specializzate nello sviluppo di tecnologie innovative, segnale che le iniziative regionali, nazionali ed europee volte a favorire la diffusione del 4.0 hanno senz’altro contribuito a determinare tale scenario (il 51,6% delle start-up toscane e il 67,3% di quelle emiliane intervistate sono aziende sviluppatrici di tecnologie abilitanti). Per esempio, la Regione Toscana ha recentemente introdotto il programma “Piattaforma Toscana 4.0”, a diretto supporto delle imprese in tema di innovazione tecnologica; in Emilia-Romagna, con l’iniziativa “Rete Alta Tecnologia” si è invece provveduto a consolidare il rapporto fra istituzioni accademiche ed industria, dando luogo a numerosi progetti riguardanti l’utilizzo e lo sviluppo di tecnologie abilitanti.

Una delle differenze più significative tra le due regioni riguarda l’appartenenza o meno delle start-up intervistate ad un incubatore, acceleratore od organizzazione similare: in Emilia-Romagna il numero di aziende aggregate è maggiore rispetto alla Toscana (53,1% contro 41,9%). Mentre in Emilia-Romagna è stata creata una rete in grado di coinvolgere aziende, istituzioni, università e centri di ricerca (Aster , 2019) allo scopo di promuovere la nascita di start-up, in Toscana ci sono alcuni incubatori ed acceleratori distinti fra loro, ma non si è provveduto alla creazione di una simile rete. Inoltre è da osservare come il numero delle start-up presenti in Emilia-Romagna sia di gran lunga maggiore rispetto a quelle in Toscana: infatti nella prima regione sono attualmente registrate 883 start-up, mentre nella seconda solo 425 (Startup Registro Imprese – Elenco e statistiche Startup , 2019). Pertanto, questi due diversi contesti hanno prodotto risultati differenti, e le singole politiche regionali sono state decisive per poter favorire lo sviluppo di nuove imprese e la loro eventuale aggregazione.

Un altro aspetto su cui si è voluto indagare concerne il livello di preparazione delle start-up intervistate in merito alle sfide future prospettate dall’industria 4.0: uno dei dati più rilevanti riguarda il fatto che il 35% delle start-up emiliane ritiene di essere in larga misura preparata verso le sfide future, contro solo il 3,23% delle aziende toscane. In generale, le start-up provenienti da entrambe le regioni hanno individuato come ostacoli principali agli investimenti in industria 4.0 i costi eccessivamente alti, l’alta complessità unita ad un livello di conoscenza delle tecnologie ancora insufficiente, nonché il fatto che i benefici economici associati al concetto di 4.0 non siano ancora totalmente chiari. L’indagine condotta ha anche evidenziato che la maggior parte delle aziende toscane è specializzata nello sviluppo di tecnologie IoT e associate alla cyber security, mentre cloud, prototipazione rapida e soluzioni produttive avanzate sono le tecnologie su cui le start-up emiliane si sono maggiormente concentrate. In generale IT e servizi sono i settori più gettonati.

Questi dati sono particolarmente significativi in quanto mettono in luce su quali aspetti sia opportuno focalizzare l’attenzione per favorire innovazione e sviluppo tecnologico/digitale: la previsione di specifici programmi volti ad aumentare il livello di conoscenza di questo fenomeno, congiuntamente a campagne rivolte a mettere in risalto i benefici economici apportati dall’adozione di tecnologie abilitanti sono tutti elementi che possono concretamente contribuire a fronteggiare gli ostacoli connessi con il concetto di industria 4.0.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Dall’analisi condotta emerge che il livello di sviluppo delle start-up in Emilia-Romagna è maggiore se confrontato con la Toscana, e che la previsione di politiche regionali mirate, volte all’incremento del numero di start-up e alla collaborazione fra soggetti diversificati (università, aziende, centri di ricerca) è stato uno dei fattori che più ha contribuito a tale sviluppo. La mancanza, in Toscana, di una rete che preveda la partecipazione da parte di imprese e istituzioni, ha in certa misura accentuato questa differenza fra regioni. Pertanto, l’introduzione di un programma finalizzato alla creazione di una rete fra soggetti pubblici e privati potrebbe rappresentare un’opportuna modalità per il raggiungimento di un livello adeguato di competitività e per accrescere il livello di innovazione tecnologico/digitale. Inoltre, anche la creazione di un maggior numero di incubatori ed acceleratori contribuirebbe a migliorare la situazione corrente. Infine, le start-up dedite allo sviluppo di tecnologie abilitanti sono preponderanti in entrambe le regioni: ciò può costituire un elemento di riflessione in merito all’efficacia delle iniziative regionali su industria 4.0 e, quindi, una loro ulteriore diffusione ed implementazione potrebbe rappresentare un utile strumento a supporto del mantenimento della competitività sul piano regionale e nazionale.

 

BIBLIOGRAFIA

Manifattura 4.0 e Digital Transformation

Manifattura 4.0 e Digital Transformation

I profondi cambiamenti che l’industria manifatturiera ha vissuto e sta vivendo in questi anni traggono origine principalmente dalle tecnologie digitali, e da modalità sempre nuove con le quali è possibile far interagire le persone con tali tecnologie. Nata nelle fabbriche con l’uso dei computer ai fini di automazione della produzione, e sviluppatasi rapidamente a partire dalla diffusione appunto di tecnologie digitali quali data analytics, business intelligence, Internet-of-things e intelligenza artificiale, l’Industria 4.0 si estende oggi potenzialmente a tutti i livelli aziendali, generando quindi la necessità di cambiamenti organizzativi, di processi e di funzioni sotto il segno della Digital Transformation.

 

Questa rivoluzione è destinata a modificare il modo in cui le aziende generano, raccolgono ed utilizzano dati, ottenendo informazioni utili e prendendo di conseguenza delle decisioni che possono avere un grosso impatto sull’operatività, oppure mirate a creare valore per il cliente finale, infine giungendo ad un netto miglioramento delle performance. Un soddisfacente livello di maturità digitale da raggiungere, in questo caso, costituisce l’orizzonte di ogni impresa che si trovi nel bel mezzo di un percorso di innovazione iniziato con l’automazione della produzione e/o di una parte della supply-chain, e proseguito con l’utilizzo di nuove tecnologie anche negli uffici di progettazione, di marketing o amministrativi. La difficoltà ora sta nel riuscire con successo ad adottare iniziative di trasformazione digitale più ampie, riguardanti l’intera struttura aziendale, poiché è in questa direzione di completa integrazione che si sta muovendo il mondo delle imprese manifatturiere.

 

Per esempio, è tramite strumenti di robotica avanzata in fabbrica, di realtà aumentata per la logistica, di IoT e di analisi dei dati, che la Digital Transformation sta materialmente accelerando il passo di cambiamento delle imprese. Ma ciò non è sufficiente, poiché devono essere modificati anche i processi di lavoro e l’assetto organizzativo, e molte volte anche gli strumenti informatici, coerentemente con una precisa digital strategy, per favorire una quanto più possibile completa integrazione digitale.

 

Quali sono i fattori chiave che consentono al management di brand manifatturieri di sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle innovazioni connesse ad Industria 4.0? Primo, la comprensione del valore che le nuove soluzioni tecnologiche possono dare al proprio business; secondo, la prontezza di adottare tali tecnologie in conformità con la strategia adottata. E quali devono essere i tratti caratteristici delle imprese manifatturiere che guardano al futuro? Oggi si aggiungono, ai fattori cruciali di sempre quali talento, competenza, innovazione di prodotto, anche una digital strategy di medio-lungo termine efficace e dinamica (comprendente verosimilmente anche innovazioni di processo) e una politica di investimenti in innovazione mirata al cliente e guidata dalle tecnologie digitali (si pensi, per esempio, a quanto oggi sempre più prodotti vengano offerti corredati da servizi forniti in automatico grazie al digitale, spesso in Cloud o via App).

La strada da percorrere per le realtà della manifattura che vogliano oggi rimanere all’avanguardia della Digital Transformation in ottica Industria 4.0 è quindi duplice: da un lato l’integrazione a tutti i livelli degli adeguati strumenti digitali; dall’altro la traduzione, mediante idee innovative, talento e know-how, delle nuove tecnologie in innovazione che porti valore al cliente.

Industria 4.0 per i processi aziendali nel settore Fashion

Industria 4.0 per i processi aziendali nel settore Fashion

Soluzioni innovative finalizzate a migliorare i processi delle aziende del settore Fashion, in particolare per il comparto Calzaturiero, sono state presentate e discusse nel corso di un incontro che ha coinvolto STIIMA – CNR (Istituto di Sistemi e Tecnologie Intelligenti per il manifatturiero Avanzato), Politecnico Calzaturiero, Lui&Associati, SATEF Veneto e MAS management network, svoltosi lo scorso 20 settembre presso il Museo di Villa Foscarini-Rossi di Stra (Ve).

Molti i temi sviluppati durante i vari interventi, legati tra loro dal filo conduttore dell’innovazione tecnologica e digitale a supporto delle attività imprenditoriali ed in linea con i piani d’intervento, ormai in sviluppo da qualche anno, di Industria 4.0: processi di Manutenzione, soluzioni IOT (Internet-of-things), gestione della Sicurezza, Archivi digitali, Supply chain in ottica sostenibile, vantaggi fiscali legati all’innovazione. Inoltre, due diversi workshop per inquadrare nuovi scenari tecnologici e relative modalità operative attraverso la presentazione di esempi e casi pratici; il tutto con la partecipazione anche del pubblico presente (imprenditori, specialisti e tecnici del settore).

Bruno Bonomini relatoreMAS ha avuto modo di intervenire per parlare di opportunità di innovazione e sviluppo nelle realtà aziendali del Fashion, con un duplice obiettivo: informativo (per rendere i partecipanti più consapevoli dei cambiamenti in atto, soprattutto relativamente a processi che coinvolgono nuove tecnologie) e pratico (facendo “vedere da vicino” casi reali di successo). La tematica fondamentale della digitalizzazione è stata presentata partendo dalla panoramica mondiale sulle nuove modalità realizzative in ambito manifatturiero, per poi calarsi nella realtà italiana dei prodotti di qualità, delle attività di ricerca & sviluppo, delle figure manageriali coinvolte e dei loro compiti specifici nello scenario globale dell’innovazione industriale. Un importante focus è stato dedicato specificamente alle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, le loro applicazioni e relativi vantaggi, mediante l’esemplificazione di un progetto effettivamente realizzato, chiamato “Atelier 4.0”.

E’ stato inoltre approfondito un tema su cui converge in particolare l’interesse del Politecnico Calzaturiero, quello degli Archivi della Moda, visto come leva per valorizzare la storia di un prodotto o di un brand mediante nuovi canali comunicativi e con i mezzi tecnologici che lo sviluppo del digitale mette a disposizione con sempre maggiore facilità.

L’occasione è stata propizia anche per fare il punto sulla situazione italiana relativamente a digitalizzazione, information technology e big data, sottolineando come la cultura aziendale nostrana abbia la tendenza a concentrarsi su aspetti più “classici” legati alla produzione (comunque importanti) e ad un inquadramento manageriale di tipo tradizionale, lasciando così ancora ampi spazi di miglioramento per le nuove tecnologie digitali, le cui opportunità rimangono per buona parte ancora da cogliere.

La rincorsa è già cominciata, ed eventi informativi come questo servono anche a mantenere alta l’attenzione su queste tematiche, oltre che a fornire una base per cominciare ad orientarsi e per poter agire all’interno dei nuovi paradigmi dell’innovazione aziendale: in fondo si tratta di questioni che è bene affrontare per tempo, idealmente facendosi anticipatori d’idee vincenti, per non dover inseguire con ritardo la lungimiranza altrui.

Innovazione e Industria 4.0 al Green Logistics Expo di Padova

Innovazione e Industria 4.0 al Green Logistics Expo di Padova

Green Logistics Expo 2018Si è conclusa oggi 9 marzo alla fiera di Padova la prima edizione di Green Logistics Expo 2018, in cui MAS ha presenziato con il suo stand durante tutte le tre giornate della manifestazione. Nata quest’anno come punto di riferimento per la nascita di collaborazioni e divulgazione di prodotti e servizi innovativi nel settore della logistica (secondo l’amministratore delegato del Gruppo FSI, Renato Mazzoncini “finalmente anche l’Italia ha una manifestazione di riferimento per la logistica”), Green Logistics Expo ha visto la partecipazione di visitatori interessati a circa 250 aziende provenienti da 8 paesi, oltre 50 eventi organizzati, tra convegni e workshop, ed oltre 250 relatori di prestigio. Il tutto suddiviso in quattro aree tematiche: intermodalità, logistica industriale, e-commerce, city & logistics.

Allo stand di MAS, nel padiglione 8, abbiamo presenziato e ci siamo resi disponibili a descrivere il nostro operato come società di servizi alle imprese e di consulenza gestionale e direzionale, con un occhio rivolto ovviamente alle innovazioni pubblicizzate in fiera, ed in particolare a quelle riguardanti i temi “caldi” della Sostenibilità, della realtà virtuale/aumentata a servizio della produzione e della logistica di magazzino, dell’interconnessione di macchinari e del loro controllo da remoto, della gestione dati e della loro sicurezza. Come prevedibile, sono stati numerosi i nuovi prodotti e relativi servizi presentati da grandi e piccole realtà imprenditoriali a supporto di queste attività ad alto tasso tecnologico, tipiche oggi dei progetti d’innovazione di successo.

Green Logistics Expo Padova FieraDi particolare attualità risultano infatti tutte le tematiche relative ad Industria 4.0, sia come piano internazionale per l’innovazione d’impresa a tutti i livelli, volto all’integrazione degli impianti industriali con tecnologie di rete al fine di sfruttare al massimo le potenzialità dei sistemi di comunicazione, sia come insieme di benefici, anche fiscali, cui si può direttamente accedere. Su questo abbiamo cercato di dare il nostro contributo informativo agli interessati.

Come anche imminente è l’entrata in vigore del Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali, il cosiddetto GDPR: gli obblighi per le imprese qui, com’è facile immaginare, sono strettamente legati alle nuove tecnologie (ed in particolare al web), e le procedure da implementare nel prossimo futuro dovranno necessariamente svilupparsi in sinergia e compatibilmente con esse, vista la gran mole di dati che ogni impresa di qualunque settore si trova oggi a dover gestire.

Studenti Iusve e stand Interporto PadovaIn occasione di Green Logistics Expo, inoltre, sono state inaugurate quattro gru elettriche a portale con le quali l’Interporto merci di Padova moltiplica di oltre il doppio la capacità di movimentazione del proprio terminal intermodale, senza necessità di alcun ampliamento di superficie. Fondamentale infatti è stato il ruolo di supporto all’intera manifestazione di Interporto Padova Spa.

La fiera, grazie anche alla grande partecipazione di pubblico ai seminari dedicati al settore digital ed alle attività di e-commerce, è stata tra l’altro un’occasione di importante divulgazione. Walter Macorig di MAS, docente allo Iusve, si è occupato di coordinare un nutrito gruppo di suoi studenti in una serie di attività redazionali – dalla scrittura di articoli alle interviste sul posto, dallo sviluppo ed immediata pubblicazione di contenuti web al confezionamento di recensioni, resoconti, video e foto che rimarranno a disposizione per le campagne divulgative della manifestazione.

Green Logistics Expo 2018In generale, si può parlare di un evento ben organizzato e riuscito, sebbene sia agli esordi ed abbia grandi potenzialità per ingrandirsi e strutturarsi maggiormente. Dal canto nostro è stata una discreta vetrina per ribadire i temi attuali di innovazione industriale, Industria 4.0, GDPR e Sostenibilità, nonché un’ottima occasione per stringere collaborazioni ed allargare le nostre conoscenze: per non farsi trovare impreparati al cambiamento.