Pubblicazioni

Pubblicazioni di carattere scientifico o manageriale a cui MAS ha collaborato.

Sistema informativo integrato: un modello semplificato per PMI del settore calzaturiero

Libro Avi-Salvato copertina(Maria Silvia Avi, Gianmaria Salvato – G. Giappichelli Editore, Torino – Marzo 2017)

L’idea di questo lavoro “Sistema informativo integrato: un modello semplificato per PMI del settore calzaturiero”, prodromico ad un secondo volume, è nata dall’osservazione della realtà imprenditoriale del settore calzaturiero che, in questi ultimi anni, ha subito profonde trasformazioni che hanno dato vita a nuove modalità di produzione e, di conseguenza, a nuove modalità di gestione dell’impresa.

Questo primo volume vuol calare nel settore della calzatura princìpi e strumenti di controllo in forma semplificata, avviando un profondo cambiamento che, ancor prima d’essere organizzativo e strutturale, è di cultura aziendale, e può orientare le imprese del settore calzaturiero al controllo di gestione.

Il testo offre strumenti pratici per comprendere la situazione finanziaria, patrimoniale e reddituale, per determinare il costo del prodotto con la metodologia Activity Based Costing e per predisporre in modo efficace un business plan come strumento di gestione interna e di informazione verso le banche ed i finanziatori.

Gli autori:

Maria Silvia AviMARIA SILVIA AVI – Professore ordinario di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. È impegnata in attività di ricerca nel campo della gestione aziendale, del bilancio di esercizio, delle rilevazioni contabili e del controllo di gestione. È dottore commercialista e revisore contabile. Le numerose pubblicazioni prodotte negli ultimi anni vertono, in particolare, sul controllo di gestione delle piccole e grandi imprese, sugli aspetti contabili e giuridici del bilancio, sull’invalidità del bilancio di esercizio e sul suo utilizzo come strumento di gestione e informazione interna ed esterna all’azienda.

Gianmaria SalvatoGIANMARIA SALVATO – Consulente direzionale presso MAS MANAGEMENT NETWORK, si occupa di finanza aziendale, controllo di gestione, progettazione e rendicontazione di bandi per finanziamenti e contributi a fondo perduto prevalentemente per PMI. Collabora con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Padova. Svolge inoltre attività di docenza presso corsi master tenuti da diversi enti di formazione.

Flexibly: soluzioni organizzative per il prolungamento della vita lavorativa

Il progetto “Flexibly Beyond” è un progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito delle Misure Innovative del Fondo Sociale Europeo promosse nell’ambito dell’art.6 (VS/2006/0353). L’Articolo 6 del Fondo Sociale Europeo supporta misure innovative per promuovere nuovi approcci e individuare esempi di buone pratiche, che migliorino di conseguenza l’implementazione delle operazioni supportate dal Fondo Sociale.

Il progetto Flexibly Beyond interviene sul tema della gestione del cambiamento demografico e dell’invecchiamento attivo, in particolare nei settori abbigliamento e calzaturiero, ed intende sperimentare azioni e metodologie innovative per incentivare la permanenza al lavoro del lavoratore “anziano”, valorizzandone le elevate competenze di tipo artigianale, difficilmente reperibili sul mercato del lavoro, e facilitando il trasferimento di tali abilità ed esperienze ai lavoratori più giovani.

MAS ha partecipato alla ricerca in particolare occupandosi della definizione della metodologia di intervento presso le aziende e degli aspetti di definizione delle buone-prassi legate ai sistemi di gestione della conoscenza.

Il Capitalismo delle Emozioni. Al cuore della competitività delle imprese

(Ferdinando Azzariti, Autori Vari – Edizioni Franco Angeli – Settembre 2009)

La moda si vende solo con le emozioni. Solo “un’emozione è in grado di indurre il consumatore a comprare”. Romantico, a prima vista. In verità è invece un ragionamento piuttosto economico. Per questo motivo è da ritenersi lecito associare il concetto di capitalismo alla sfera emozionale che caratterizza in particolare il settore del fashion.

La parola “capitalismo” è usata con molti significati differenti, a seconda degli ambiti e dei periodi storici. Quando si parla di capitalismo generalmente e genericamente si intende , il “sistema economico in cui i beni capitali appartengono a individui e società private”. Tuttavia il capitale può essere di svariate forme, non a caso esistono differenti definizioni di cosa siano i beni capitali.

Il capitale intellettuale rientra a pieno titolo in quest’ambito. Viviamo infatti una economia basata sulla conoscenza (Knowledge based economy ), in cui l’utilizzo del capitale intellettuale è fondamentale per la creazione di valore. Il capitale intellettuale è composto dalle competenze, dalle conoscenze e processi, tramite integrazione con la conoscenza legata ai soggetti. Tale conoscenza non deriva solo  da un processo continuo di apprendimento basato sull’acquisizione di nozioni sul piano logico e dell’esperienza; essa è infatti presente nelle idee, abitudini e consuetudini, esperienze, relazioni e percezioni dei soggetti che contribuiscono alla crescita di una certa realtà aziendale.

Sistema per la gestione, riutilizzazione e capitalizzazione delle informazioni prodotte in fase di progettazione

(Autori Vari – Edizioni Politecnico Calzaturiero – Dicembre 2008)

La rapidità nell’innovazione dei modelli e dei campionari è un fattore assolutamente strategico nell’industria della moda. In questa, più che in altre industrie, e certamente anche nel settore delle calzature fashion di segmento alto, l’innovazione ha una componente creativa/progettuale che richiede conoscenze ed esperienze professionali difficili da descrivere e razionalizzare. Le necessità di competere con proposte moda continuamente aggiornate offrendo una grande varietà di modelli a campionario, obbliga le imprese del settore ad un enorme sforzo di creazione, progettazione e sviluppo di nuovi modelli. Considerando le due stagioni moda più i rinfreschi, questo sforzo si protrae in pratica per tutto l’anno e comporta costi estremamente elevati. Inoltre la durata di queste attività è critica, influenzando il time to market ossia l’altro decisivo fattore strategico nei settori della moda.

Interventi di razionalizzazione del lavoro in queste fasi potrebbero dunque avere non solo conseguenze importanti in termini di riduzione di costi, ma anche effetti strategici in termini di accorciamento dei tempi di raggiungimento del mercato.
Vari studi hanno dimostrato che nella maggior parte delle attività innovative, quelle realmente e totalmente creative sono in realtà molto limitate; e in ogni caso anche queste, assieme a quelle di progettazione e sviluppo, comportano l’uso di conoscenze e l’applicazione di routine procedurali in buona misura definibili ex-ante. L’ipotesi si cui si fonda il presente progetto è che sia possibile intervenire anche sulle attività suddette per aumentarne l’efficienza, razionalizzando, codificando e rendendo rapidamente accessibile la conoscenza sui cui si fondano e da cui prendono spunto (fasi creative pure), e introducendo massivamente, per tutte le altre, tecniche computer aided.
Un problema che si pone nello sviluppo dei nuovi prodotti è che si tratta di un’attività complessa che vede coinvolti molti soggetti diversi con competenze specialistiche e complementari. Molti questi soggetti sono esterni all’impresa, fanno parte di reti di business più ampie. Questa situazione, che già caratterizzava i distretti industriali tradizionali, a causa dei cambiamenti recenti (internazionalizzazione dei mercati; globalizzazione dell’offerta) si è ulteriormente evoluta in direzione di una maggiore articolazione spaziale e diversificazione interna di questi network. La conseguenza è che le attività di creazione, progettazione, sviluppo e prototipazione devono essere coordinate tra molti soggetti diversi (integratori, creatori, modellisti, componentisti, sviluppatori, produttori), che hanno competenze specializzate e che possono avere localizzazioni  diversissime, ma che devono essere strettamente coordinati ‘in tempo reale’. Una co-progettazione siffatta presuppone interfacce e linguaggi compatibili, e la possibilità di aggregare in modo sinergico gli apporti provenienti da gruppi, aziende culture diverse.
prof. Giorgio Gottardi – Università di Padova

Sistemi gestionali integrati per l’organizzazione dei processi aziendali

 (Autori Vari – Edizioni Politecnico Calzaturiero – Dicembre 2006)

Il settore calzaturiero Veneto si trova, oggi, a fronteggiare uno scenario competitivo in rapida e continua evoluzione dove i fenomeni più evidenti sono: il mutamento dei consumi, la perdita di importanza delle stagioni moda, la diffusione di nuove tecnologie CAD e l’internazionaliz-zazione delle imprese.

Questi elementi esercitano sulle imprese una forte pressione sul cambiamento di tipo strategico ed organizzativo, e richiedono una revi-sione complessiva dei processi e delle metodologie di lavoro, finalizzate al miglioramento della competitività e del valore dell’offerta commerciale.

Il Distretto Calzaturiero Veneto, costituito per supportare questo processo di cambiamento, sta pianificando ed organizzando una serie di interventi finalizzati a migliorare la capacità competitiva delle aziende calzaturiere e della filiera.

Il progetto “Sistemi Gestionali Integrati per l’organizzazione dei processi aziendali” fa parte delle iniziative attivate per coordinare gli sforzi delle imprese verso comuni obiettivi di sviluppo.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito della Legge Regionale 4 aprile 2003, n.8: “Disciplina dei Distretti Produttivi ed interventi di politica industriale locale – Bando 2005”, ed ha l’obiettivo di favorire la realizzazione/personalizzazione di sistemi informativi idonei alla gestione, pianificazione e controllo dei processi delle aziende calzaturiere.

L’attività di ricerca sviluppata ha portato ai seguenti risultati: la definizione dello stato dell’arte dei sistemi informativi presenti presso le aziende del Distretto Calzaturiero Veneto con evidenziazione delle criticità; la raccolta delle esigenze di innovazione e sviluppo espresse dalle imprese; il monitoraggio e l’analisi dei pregi e dei difetti delle soluzioni gestionali realizzate per il sistema moda/calzatura.

L’insieme delle informazioni raccolte hanno consentito di realizzare alcune linee guida che rappresentano un fondamentale punto di riferimento per le aziende che devono acquisire un nuovo sistema informativo ed uno strumento di autovalutazione per i produttori che intendono fornire soluzioni idonee alle necessità organizzative e gestionali individuate.

 

Franco Ballin – Presidente ATI “Distretto Calzaturiero Veneto”